Te l’avevo Detto!

Sono anni che cerchiamo di far capire a tanti privati ma anche imprenditori attivi nel settore telefonia che il futuro sono e resteranno a lungo le riparazioni!

Alcuni ci hanno creduto:

  • Hanno iniziato a lavorare in questo settore e guadagnare tanti soldi.
  • Hanno raddoppiato i fatturati dei loro vecchi negozi di telefonia offrendo un servizio per loro nuovo come la riparazione degli smartphone.
  • Pur facendo gi√† questo lavoro si sono trasformati da piccoli tecnici smontatori-di-telefoni in imprenditori di successo con fatturati a 6 zeri.

Altri non ci hanno creduto. E continueranno a chiedersi perché gli altri facciano soldi e loro no.

Ora ve lo dice anche l’Europa:

L’Europa accelera sull’economia circolare¬†con un nuovo piano d’azione che riguarda anche il¬†mercato smartphone.

La Commissione la chiama “iniziativa per un’elettronica circolare” ed √® intesa a promuovere l’allungamento del ciclo di vita dei prodotti elettronici, puntando alla¬†riutilizzabilit√†, alla¬†riparabilit√†¬†e alla possibilit√† di¬†aggiornare¬†componenti¬†e¬†software.

L’organo europeo aggiunge che il piano sar√† di fondamentale importanza per attuare il “diritto alla riparazione“. La novit√† rispetto alle norme adottate dall’Europa nell’autunno dello scorso anno – e valide per televisori, monitor, frigoriferi, i congelatori, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie e prodotti di illuminazione – √® che si vuole applicarle anche a¬†smartphone, tablet e portatili,¬†estendendo la direttiva sulla progettazione ecocompatibile.

I principi fissati a livello europeo prevedono:

  • il prodotto deve essere reso pi√Ļ durevole, riutilizzabile, aggiornabile e riparabile, disciplinando la presenza di sostanze chimiche pericolose e aumentando il contenuto riciclabile;
  • vanno limitati i prodotti monouso;
  • va combattuta l’obsolescenza programmata con norme pi√Ļ severe a carico dei produttori;
    • il diritto alla riparazione comprende anche il diritto ad aggiornare il software obsoleto
  • deve essere introdotto un divieto di distruggere beni durevoli non venduti;

Nell’ambito del piano ci sono inoltre azioni volte a fornire ai¬†consumatori informazioni pi√Ļ attendibili¬†sui prodotti presso il punto vendita, ad esempio quelle relative alla durata del ciclo vitale e all’impatto ambientale. L’Europa valuta inoltre l’introduzione di una¬†normativa per restituire o vendere vecchi smartphone, tablet e telefoni cellulari, oltre a ribadire la necessit√† di introdurre regole per il¬†caricatore unico – un tema sul quale recentemente √® tornato il Parlamento Europeo che ha chiesto alla Commissione nuove regole entro l’estate.

Tutte le iniziative promosse dalla Commissione partono dal presupposto che solo il 40% dei rifiuti elettronici viene riciclato all’interno dell’Unione Europea, il resto contribuisce a formare una mole di materiale che non pu√≤ essere reintrodotto nel ciclo produttivo.¬†Per contenere gli sprechi¬†un rimedio √®¬†estendere il pi√Ļ a lungo possibile la vita del dispositivo, ma l’obiettivo non pu√≤ essere raggiunto se i prodotti funzionanti in tutto o in parte non possono pi√Ļ essere usati perch√© non sono pi√Ļ riparabili, se le batterie non possono essere sostituite, se il software non √® pi√Ļ supportato e se determinanti componenti non possono essere pi√Ļ recuperati.

Ci vorr√† per√≤ ancora del tempo prima che tutto ci√≤ a cui mira l’Europa venga realizzato, per il momento non si √® tradotto in una nuova direttiva; per quanto riguarda il¬†“diritto alla riparazione”, si punta a sancirlo a livello europeo entro il 2021.

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